Il Terzo settore è composto in Italia da associazioni, fondazioni, enti religiosi, cooperative sociali, onlus ecc.

Dopo un percorso complicato, nel 2017 sono stati emanati quattro decreti legislativi che dato vita alla Riforma del Terzo Settore. La riforma è ancora in essere e altri decreti dovranno essere emanati per rendere operative le novità.

Vediamo insieme che cosa sta succedendo. Questi i principali punti di cambiamento, in essere o in attesa di attuazione:

  1. Viene istituito un Registro Unico degli ETS (Enti del Terzo Settore): non è ancora operativo, ma riunirà sotto un unico registro gli attuali oltre 300 registri, albi, anagrafi ecc.  Il Ministero ha ribadito che fino all’operatività del Registro Unico continuino: “a trovare applicazione le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione nei registri Onlus, nei registri del volontariato e della promozione sociale”;
  2. Viene completamente riformata l’Impresa Sociale: sono state riviste le norme che regolano le imprese sociali e le relative agevolazioni. Vedremo insieme in un post dedicato quali sono le caratteristiche e le potenzialità;
  3. Novità per le Onlus: vengono abrogati gli articoli relativi alla disciplina delle Onlus che, così, scompariranno. Le attuali Onlus dovranno decidere se trasformarsi in una delle tipologie di ente del terzo settore (ETS) o se operare solo come ente senza scopo di lucro (al di fuori del Registro ETS);
  4. Sono riformate le procedure per la personalità giuridica al fine di renderla più agevole;
  5. Fiscalità: viene introdotta una normativa fiscale ad hoc, per gli enti iscritti nel Registro ETS, che prevede agevolazioni e fortait. In particolare, viene prevista l’abrogazione della L. 266/1991 e della L. 383/2000;
  6. Viene riscritta la norma del 5 per mille per quel che riguarda finalità e soggetti destinatari.

Chi sono gli ETS?

Potranno diventare ETS le associazioni o le fondazioni ecc. che siano (o diventino):

  1. ODV (Organizzazioni di Volontariato)
  2. APS (Associazioni di Promozione Sociale).  

Gli enti che si costituiranno dopo il 3 agosto 2018 dovranno fin da subito essere in linea con la nuova disciplina del Terzo settore.

Sono inoltre ETS, iscritte in automatico del Registro, le cooperative sociali e le imprese sociali.

Gli ETS sono quindi costituiti da una varietà di enti che vanno a pescare, sussistendone i requisiti, nell’ambito degli enti commerciali e non commerciali:

 Le associazioni culturali che fine fanno?

Per gli enti che non sono associazioni di promozione sociale (APS) o organizzazioni di volontariato (ODV), la disciplina fino alla definitiva entrata in vigore del nuovo registro unico (presumibilmente primo gennaio 2020) sarà sempre la medesima.

Successivamente gli enti senza scopo di lucro mantengono la propria natura giuridica e non diventano di diritto o automaticamente ente del terzo settore. Lo diventano solo se, sussistendone i presupposti, chiederanno l’iscrizione al nuovo Registro unico del terzo settore.

Quindi, una volta a regime la riforma, le associazioni culturali avranno due alternative:

  1. diventare associazioni di promozione sociale, e quindi saranno soggette alla disciplina prevista per tale fattispecie
  2. rimarranno realtà non soggette ad alcuna disciplina speciale.

… e le associazioni sportive dilettantistiche?

La scelta del legislatore è stata quella di non ricomprendere le associazioni sportive tra i soggetti facenti parte del terzo settore. Di conseguenza, per questa tipologia di enti le disposizioni attuali non si modificano e la normativa previgente rimane inalterata.

Rimando qui per ulteriori approfondimenti, ma dedicherò altri post specifici alla Riforma e alle singole questioni del Terzo Settore. Se vuoi che approfondiamo insieme la tua situazione specifica, puoi sempre contattarmi qui !