Ho cercato di rispondere alla domanda “quanto guadagna un freelance al mese?” in un post dello scorso anno. Mi rendo conto che il tema della gestione fiscale è uno dei più sentiti per chi lavora in proprio, essendo spesso fonte di stress e preoccupazioni.

In questo articolo provo a darti un paio di consigli per non farti sorprendere dalle imposte.

Innanzitutto devo fare una piccola premessa su come funzionano le tasse in Italia (ovvero sul meccanismo dei saldi ed acconti):

Lo Stato non si limita a chiedere le imposte sul reddito dell’anno (saldo) ma chiede un anticipo su quelle dell’anno successivo (acconto), pari al 100% del saldo dovuto. Il Fisco quindi, oltre alle imposte su quanto effettivamente percepito, presume che l’anno successivo si avrà il medesimo reddito e chiede di pagare le tasse in anticipo.

Questo sistema è particolarmente penalizzante il primo anno di attività.

Perché? Provo a fare un esempio:

Se hai iniziato la tua attività nel 2017, nel corso di quest’anno non hai pagato nulla (il che ti ha fatto pensare con enorme gioia alla tua situazione di freelance). La tua prima dichiarazione dei redditi verrà fatta a giugno 2018. A questo punto arrivano le sorprese. Nel 2018 pagherai doppio: sarai tenuto a versare le imposte su quanto guadagnato nel 2017 e un acconto (pari al 100%) sul reddito del 2018. Dal 2019 l’acconto versato andrà a sottrarsi al saldo dovuto. Se il tuo reddito rimarrà pressoché costante, le imposte si stabilizzeranno. Se invece svolgi un’attività con redditi che non sono costanti da un anno all’altro, la questione acconto/saldo continuerà a rendere il calcolo del dovuto (e la gestione delle tasse) più complicato.

Che fare?

Un paio di consigli pratici:

TIENI SOTTO CONTROLLO IL TUO BILANCIO

Nel mese di novembre è importante fare una prima valutazione di come chiuderà il bilancio 2017. Perché?

  1. Hai ancora a disposizione un paio di mesi per poter mettere in atto alcune correzioni ed investimenti
  2. Puoi farti un’idea delle imposte che andrai a pagare il prossimo anno (e quindi iniziare ad accantonare il necessario, se non lo hai ancora fatto)
  3. Hai ancora tempo per rivedere il budget 2018 in base alle valutazioni sul consuntivo dell’anno

Per farlo chiedi aiuto al tuo commercialista, ma utilizza anche programmi di facile gestione come Fatture in Cloud o simili, che ti danno una visione d’insieme delle entrate ed uscite, in modo da non avere sorprese all’ultimo minuto.

VALUTA L’ACCONTO DI NOVEMBRE ANTICIPANDO IL CALCOLO DELLE IMPOSTE

Come ho scritto nella premessa, l’acconto viene normalmente calcolato sulla base di quanto guadagnato nell’anno precedente (per cui gli acconti 2017 si basano sul reddito 2016).  Il 40% dell’acconto si paga a fine giugno insieme al saldo, mentre il restante 60% a fine novembre.

Il calcolo dell’acconto dovuto, tuttavia, può essere rivisto in base alla previsione del reddito.

A questo punto dell’anno dovresti avere già idea di quale sarà il tuo reddito 2017. Se ritieni che si discosterà molto rispetto a quello dell’anno precedente, informa il tuo commercialista e chiedigli il ricalcolo dell’acconto. Non solo se pensi di dover versare di meno, ma soprattutto se credi di dover versare di più, altrimenti a giugno dell’anno prossimo potresti trovarti in difficoltà.

Se invece ritieni che il 2017 si manterrà, in termini di reddito, pressoché in linea con quello del 2016, paga gli acconti così come sono.

Ovviamente chiedere il ricalcolo al tuo consulente è per lui un lavoro aggiuntivo, che ti fatturerà e dovrai pagargli. Valuta quindi bene costo-beneficio.

Novembre

Come avrai capito, questo mese è di particolare importanza per la pianificazione delle imposte che dovrai allo Stato il prossimo anno: non a caso pubblico questo articolo proprio ora, il primo lunedì di novembre 2017.

Non farti trovare impreparato!