Collaborazione occasionale, cessione del diritto d’autore, voucher INPS, apertura della partita iva … sono alcuni dei temi più frequenti che affronto quando parlo con chi sogna di guadagnare dalle proprie passioni, trasformando un hobby in attività professionale.

In questa primo post dedicato al tema, affronto la questione delle collaborazioni occasionali.

E’ possibile lavorare senza aprire Partita IVA?

Per le attività di lavoro autonomo svolte in maniera occasionale non è necessaria l’apertura della partita IVA ed è possibile utilizzare un contratto di lavoro autonomo occasionale.

Elemento essenziale è rappresentato dalla natura occasionale della prestazione.

La prestazione occasionale può quindi, in alcuni casi, rappresentare una buona opzione: il lavoro viene svolto nel pieno rispetto delle regole e non si rischiano sanzioni, che (nel caso dell’evasione tipica del lavoro nero) possono risultare piuttosto elevate.

 Che cosa significa lavoro occasionale?

Sono lavoratori occasionali coloro che svolgono un’opera o un lavoro in proprio dietro pagamento di un corrispettivo, senza coordinazione o subordinazione con il committente.

Si tratta di una forma di lavoro utile ai giovani o da coloro che, pur avendo già un lavoro, cercano il modo di procurarsi dei guadagni extra con dei piccoli lavori saltuari.

Riassumendo, la prestazione occasionale:

  • non deve avere ad oggetto un’attività svolta in maniera abituale.
  • deve riguardare un’attività non professionale e non deve svolgersi con continuità.
  • non deve trattarsi di un’attività in cui vi sia coordinazione.

Esistono dei limiti alle prestazioni occasionali?

Affinché si possa parlare di collaborazione occasionale, occorre rispettare due limiti:

  • la collaborazione con uno stesso committente non può superare i 30 giorni in uno stesso anno solare;
  • la somma dei compensi percepiti non può essere superiore ai 5.000 euro lordi in uno stesso anno solare.

Vi sono delle categorie escluse?

Non tutti possono svolgere una seconda attività, seppure assimilata come prestazione occasionale.

Fanno parte di queste categorie escluse, ad esempio, i dipendenti pubblici, i professionisti iscritti all’albo, i lavoratori assunti in enti sportivi che hanno ottenuto un riconoscimento legale.

Come si stipula un accordo tra lavoratore e committente?

La forma contrattuale è libera. Spesso questo genere di collaborazione non è regolamentata da un contratto scritto perché fra le due parti non c’è nessun vincolo continuativo e nessuna subordinazione o coordinazione.

L’accordo tra le parti può quindi basarsi su un reciproco consenso orale, ma nulla vieta che vi possa essere un accordo scritto.

Cos’è la ricevuta per prestazione occasionale?

Occorre emettere, al momento dell’incasso del compenso, una ricevuta dell’importo percepito. Questa ricevuta deve contenere:

  • i dati del lavoratore (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale);
  • l’importo lordo del compenso;
  • l’importo della ritenuta d’acconto pari al 20%;
  • l’importo netto percepito (ovvero compenso lordo meno ritenuta);
  • la data, il luogo e la firma del lavoratore;
  • la dicitura “Prestazione fuori campo IVA ai sensi dell’art. 5 del DPR 633/72”.

Se l’importo del compenso supera i 77,47 Euro deve essere applicata una marca da bollo da 2,00 Euro (nella ricevuta originale, sulla copia del lavoratore è sufficiente indicare: “Imposta di bollo assolta sull’originale”).

Qui un esempio.

È necessario versare i contributi INPS?

Se ci si attiene ai limiti, il rapporto di collaborazione è esentato dal pagamento contributivo INPS.

Nel caso in cui i compensi percepiti nell’anno (anche da diversi committenti) superino i 5.000 euro, è necessario iscriversi alla Gestione Separata dell’INPS, versando i contributi sui compensi eccedenti. Ad esempio, se un lavoratore a fine anno ha percepito 7.000 euro (con una o con la somma di più prestazioni occasionali), la contribuzione INPS dovrà essere versata solo sui 2.000 euro eccedenti.

Quali sono gli adempimenti fiscali del lavoratore occasionale?

I compensi percepiti per lavoro  occasionale devono essere dichiarati, nel Modello 730 o nel Modello Unico, tra i “redditi diversi”.

I lavoratori occasionali che nel corso di un anno non hanno superato i 4.800 euro (se non hanno percepito nessun altro reddito) sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione. Tuttavia, anche se per legge non sono obbligati, può essere conveniente presentarla, al fine di recuperare le ritenute subite.

I lavoratori dipendenti che effettuano anche prestazioni occasionali, devono tener presente che gli scaglioni IRPEF sono determinati in base al reddito complessivo (e quindi i due redditi si sommano).

Quando occorre aprire partita IVA?

Occorre aprire partita IVA quando l’attività presenta le caratteristiche di abitualità (ovvero regolarità, stabilità e sistematicità) e professionalità.

Non è necessario che l’attività sia l’occupazione principale del soggetto, è sufficiente che sia esercitata in modo abituale.

Approfondiamo il tema apertura della partita IVA la prossima settimana.