Ho già parlato in questo blog di Equitalia e di come “sistemare” eventuali imposte non pagate (rimando a qui e qui).

Il D.L. n. 193/2016 (“Collegato alla legge di Bilancio 2017”) ha introdotto la possibilità di procedere ad una definizione agevolata (cd. “rottamazione”) delle cartelle di pagamento di Equitalia. Oggi vediamo di rispondere alle domande più frequenti in merito a questa procedura (molto conveniente in termini economici ma rischiosa se non si pone  la dovuta attenzione):

 

DI COSA SI TRATTA?

Consiste nella possibilità di estinguere il debito in essere nei confronti di Equitalia, beneficiando della eliminazione delle sanzioni, delle somme aggiuntive e degli interessi di mora.

Il pagamento può avvenire in unica soluzione ovvero fino a un massimo di cinque rate:

  • 1° rata a luglio 2017: 24% del dovuto
  • 2° rata a settembre 2017: 23% del dovuto
  • 3° rata a novembre 2017: 23% del dovuto
  • 4° rata ad aprile 2018: 15% del dovuto
  • 5° rata a settembre 2018: 15% del dovuto

 

CHI E COSA SI PUÒ “ROTTAMARE”?

Possono beneficiare dell’agevolazione persone fisiche, imprese individuali, lavoratori autonomi, società, di persone o di capitali, enti non commerciali, consorzi o soggetti non residenti con stabile organizzazione.

L’unico requisito è che vi siano debiti iscritti a ruolo tra il 2000 e il 2016 ad esclusione di quelli relativi a:

  • IVA riscossa all’importazione;
  • riserve comunitarie (dazi e accise);
  • importi dovuti a titolo di recupero di aiuti di Stato;
  • crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti;
  • multe, ammende e sanzioni conseguenti a provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • sanzioni amministrative per violazioni del Codice della strada.

 

E’ POSSIBILE ACCEDERE NEL CASO DI RATEAZIONI IN CORSO?

Sì, ad una condizione: che risultino effettuati tutti i versamenti delle rate con scadenza dal 1 ottobre al 31 dicembre 2016.

 

COME SI PRESENTA LA DOMANDA DI “ROTTAMAZIONE”?

Si deve presentare una dichiarazione entro il 31 marzo 2017 (modulo DA1):

  • direttamente agli sportelli dell’Agente della riscossione
  • ialla casella e-mail/PEC della Direzione Regionale di Equitalia Servizi di riscossione, competente territorialmente, allegando copia del documento di identità:

Il modello è così composto:

Nella prima pagina si indicano i dati anagrafici del soggetto che presenta l’istanza e il domicilio presso in quale essere contattato.

In quella successiva devono essere specificati:

  • i carichi che si intende definire (potendo anche effettuare una definizione parziale):

  • la modalità di pagamento (soluzione unica o rate):

  • l’eventuale domiciliazione sul conto corrente. Il contribuente ha 3 alternative:
    1. domiciliazione bancaria
    2. bollettini precompilati dall’agente della riscossione
    3. direttamente allo sportello dell’agente della riscossione (in contanti fino ad €. 2.999, con bancomat, con carta di credito o con assegno)

Le ultime due pagine sono dedicate alla delega ad eventuale altro soggetto incaricato della presentazione, alle liberatorie per la privacy.

 

COSA SUCCEDE UNA VOLTA PRESENTATA LA DOMANDA DI “ROTTAMAZIONE”?

L’Agente della riscossione comunica entro il 31 maggio 2017 l’ammontare complessivo delle somme dovute e quello delle singole rate, specificando il piano di rateazione.

 

COME POSSO CONOSCERE LA MIA POSIZIONE E SE HO CARTELLE “ROTTAMABILI”?

E’ stato disposto che entro il 28 febbraio 2017, l’Agente della riscossione debba inviare con posta ordinaria comunicazione in merito alla presenza di carichi affidati nell’anno 2016, per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, non sia stata ancora notificata la cartella di pagamento.

E’ opportuno ottenere comunque un estratto di ruolo, contenente gli elementi delle cartelle e di tutti i ruoli in essere:

 

MI CONVIENE FARE DOMANDA?

La convenienza deve essere valutata in base alla liquidità necessaria per onorare quanto dovuto nei termini di pagamento, al fine di non incorrere nella decadenza, con il conseguente “ritorno” al dovuto originario, definitivo e non più rateizzabile.

In particolare, in caso di rateizzazione in corso, bisogna tenere bene in considerazione, prima di effettuare la domanda, che l’adesione alla “rottamazione” determina la revoca della dilazione precedentemente accordata. Così, in caso di mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata, o di una delle rate della “rottamazione”, sono  nuovamente dovuti tutti gli importi originari, senza poter accedere nuovamente alla dilazione del pagamento.

 

QUALCHE ESEMPIO?

Esempio 1 – cartella di pagamento con imposte e sanzioni

RISPARMIO 48%

Esempio 2 – cartella di pagamento con sole sanzioni

RISPARMIO 92%

Esempio 3 – cartella di pagamento con contributi Inps

RISPARMIO 40%

 

QUALI SONO LE SCADENZE DA RICORDARE?

Riassumiamo qui le scadenze:

 

COME POSSO AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI?

Sul sito Equitalia a questo link ci sono tutte le informazioni necessarie per accedere alla “rottamazioni”.