Credo che essere genitori oggi sia innanzitutto un atto di coraggio e fiducia nei confronti del mondo che ci circonda.

Non preoccuparti, non ho intenzione di affrontare tematiche esistenziali, che esulano dal focus di questo blog e del mio lavoro. Voglio però iniziare il 2017 con SPERANZA e OTTIMISMO e nulla più dei miei due figli mi trasmettono queste sensazioni.

Ecco la ragione della scelta di questo primo argomento dell’anno: ho deciso di aprire il 2017 con un articolo che tratta di cosa significa avere un figlio oggi (ovviamente dal punto di vista fiscale!), con una panoramica delle  agevolazioni previste per il 2017 a sostegno della genitorialità.

La Legge di Bilancio 2017 contiene diverse disposizioni a riguardo (tra cui la proroga di alcuni istituti già introdotti in via sperimentale negli anni passati) tra i quali il congedo obbligatorio del padre lavoratore, i voucher baby sitting ed il contributo per gli asili nido, il premio alla nascita ed il buono nido.

Andiamo con ordine cercando di capirci qualcosa:

 

IL CONGEDO OBBLIGATORIO DEL PADRE LAVORATORE

E’ stata disposta la proroga per il biennio 2017-2018, del congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente, da fruire entro i 5 mesi dalla nascita del figlio.
Le giornate di congedo obbligatorio, da fruire anche in via non continuativa:

  • per l’anno 2017 sono 2;
  • per l’anno 2018 sono aumentate a 4.

Per la fruizione, il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro i giorni in cui intende fruirne, con un anticipo non minore di 15 giorni (sempre se possibile sulla base della data presunta del parto) .

 

I VOUCHER BABY SITTING E IL CONTRIBUTO ASILI NIDO

Sono state prorogate, per gli anni 2017-2018, i voucher baby sitting e il contributo per far fronte agli oneri dei servizi per l’infanzia (asili nido).

Spettano, nella misura di 600,00 euro mensili, alle madri lavoratrici terminato il congedo di maternità, in alternativa alla fruizione di mesi di congedo parentale (a cui la madre rinuncia).
Sono destinatarie del beneficio le madri lavoratrici:

  • dipendenti del settore privato e pubblico;
  • iscritte alla Gestione Separata;
  • autonome o imprenditrici.

E’ necessario presentare domanda all’INPS, esclusivamente tramite modalità telematiche, accedendo al sito web istituzionale mediante il PIN dispositivo o tramite patronato, dichiarando di aver presentato la dichiarazione ISEE (che può essere presentata anche online).

In caso di accoglimento della domanda, il periodo di fruizione dei contributi è di:

  • 6 mesi, da fruire negli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità, per le madri lavoratrici dipendenti;
  • 3 mesi, da fruire negli 11 mesi successivi al termine del congedo di maternità per le lavoratrici iscritte alla Gestione separata;
  • 3 mesi, da richiedere al termine del periodo di fruizione dell’indennità di maternità e nei 3 mesi successivi ovvero entro il primo anno di vita del bambino, per le lavoratrici autonome o imprenditrici.

Il contributo è erogato diversamente, a seconda che si scelga il servizio di baby sitting o la fruizione di servizi forniti da asili pubblici e privati: nel primo caso, l’INPS eroga 600 euro in voucher, nel secondo il contributo viene erogato solo se il servizio viene svolto da una struttura tra quelle presenti nell’elenco pubblicato sul sito.

 

IL PREMIO ALLA NASCITA

A decorrere dal 1 gennaio 2017, è riconosciuto un premio alla nascita di 800,00 euro per i nuovi nati, corrisposto:

  • in un’unica soluzione, una tantum;
  • dall’INPS;
  • su domanda della futura madre, al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione;
  • indipendentemente dal reddito.

 

IL BUONO NIDO

Si tratta di una novità a sostegno delle famiglie con figli nati, a partire dal 1 gennaio 2016, affetti da gravi patologie croniche. Si tratta di un buono, corrisposto dall’INPS:

  • di 1.000,00 euro su base annua;
  • per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido, pubblici e privati, o per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione;
  • erogato al genitore richiedente, nei limiti delle risorse annuali disponibili, previa presentazione dell’idonea documentazione;
  • per un massimo di 3 anni.

Il buono nido non è cumulabile con la detrazione IRPEF del 19% per le spese sostenute per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido e con i voucher baby sitting e contributi asilo nido.

Direi che si sta cercando di fare qualche passo in avanti, ma essere una madre lavoratrice oggi in Italia è, purtroppo, ancora molto complicato. Voi cosa ne pensate?