Nell’ultimo post ho iniziato ad affrontare un argomento abbastanza ostico e scomodo, ovvero come comportarsi quando ci si dimentica di pagare le imposte, quando si commettono degli errori fiscali o delle tardività.

Nel caso in cui non sia ancora stata notificata alcuna comunicazione di accertamento (ad esempio comunicazioni di irregolarità, avvisi di addebito, cartelle di pagamento, per cui rimando al post precedente) c’è la possibilità di “autosanare” l’irregolarità attraverso uno strumento che si chiama ravvedimento operoso.

Si tratta di versare in ritardo l’imposta omessa, o versata parzialmente, insieme a interessi e sanzioni, che vengono ridotte tanto quanto prima eseguiamo il versamento.

In sostanza, gli errori, le omissioni e i versamenti carenti si possono sistemare effettuando spontaneamente il pagamento di:

    1. imposta
    2. interessi, calcolati al tasso legale dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato a quello in cui viene eseguito
    3. sanzioni in misura ridotta rispetto a quella ordinaria e precisamente:
Entro 14 giorni dalla scadenza 0,1% per ogni giorno di ritardo
Dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza 1,50%
Dal 31° al 90° giorno successivo alla scadenza 1,67%
Per le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi dal 91° giorno fino al termine di presentazione della dichiarazione 4,20%
Dopo 2 anni dall’omissione o dall’errore 5%

Per cercare di spiegare in modo più chiaro, faccio un esempio numerico: mi dimentico di pagare il saldo delle imposte IRPEF per euro 100,00 che scadevano il 16 giugno scorso.

La pago oggi, 17 ottobre 2016, versando 100,00 euro di imposta, gli interessi moratori per 0,07 euro e le sanzioni per 3,75 euro, per un totale di 103,82 euro.

Il versamento va effettuato con:

  • Il modello F24, per le imposte sui redditi, le imposte sostitutive, l’Iva, l’Irap;
  • il modello F23, per l’imposta di registro e gli altri tributi indiretti.

Il calcolo di interessi e sanzioni non è dei più agevoli, per questo vi consiglio di affidarvi al vostro consulente fiscale per essere sicuri degli importi.

Anche la compilazione del modello F24 o F23 non è delle più semplici, in quanto i codici di interessi e  sanzioni da indicare variano a seconda dell’imposta da sanare.

Per concludere, il ravvedimento è uno strumento relativamente semplice, veloce e abbastanza economico, che permette di sanare immediatamente gli errori e le mancanze … ovviamente per poterlo utilizzare serve la disponibilità economica per effettuare il versamento, ma questo è un discorso molto diverso.

Con questo chiudo i due post che questo mese ho deciso di dedicare al tema del perdono in ambito fiscale, certamente sapendo di aver dato solo alcune informazioni di massima.

L’intento di questo mio blog e di quello che scrivo non è certo quello di essere esaustiva, cerco di non scendere eccessivamente nel tecnico, ma di dare gli strumenti anche a chi non si intende di fisco per potersi quanto meno orientare.

Che ne pensi? Ci riesco? Hai consigli o suggerimenti da darmi?