Nella prima parte abbiamo parlato di come fatturare una volta usciti dal regime dei minimi, ora cerco di dare qualche indicazione su quali sono le nuove/ulteriori scadenze:

  • Innanzitutto l’obbligo di tenere le scritture contabili, che prima era solo facoltativo;
  • Il versamento dell’IVA, ovvero la necessità di effettuare le liquidazioni trimestralmente ed i relativi versamenti entro il 16 del mese successivo alla chiusura del trimestre (ovvero maggio, agosto, novembre e marzo dell’anno successivo per l’annuale) ed il versamento dell’acconto entro il 27 dicembre;
  • La necessità di elaborare e trasmettere nuove dichiarazioni fiscali che prima non ci avevano interessato, tra cui:
    • La Dichiarazione IVA che riassume tutti movimenti rilevanti IVA effettuati nell’esercizio e liquida l’Iva complessiva dell’anno, da versare entro il 16 marzo;
    • Lo Spesometro entro il 20 aprile, ovvero la comunicazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi, rese e ricevute;
  • In alcuni casi la necessità di versare l’IRAP (ed a tal fine di compilare la Dichiarazione IRAP);
  • La compilazione degli Studi di settore a seconda del proprio codice attività.

Rimangono immutate le scadenze relative ai modelli Intrastat da trasmettere all’Agenzia delle Dogane entro il 25 del mese successivo al trimestre, l’Autoliquidazione INAIL (per chi è iscritto) entro il 16 febbraio, i versamenti dei contributi INPS secondo la propria gestione di appartenenza, l’emissione delle certificazioni delle ritenute versate entro la fine di febbraio e la trasmissione del Modello 770, la dichiarazione dei redditi attraverso il Modello Unico con il calcolo del saldo e degli acconti dovuti, da versare entro il 16 giugno (ovvero il 16 luglio con la maggiorazione dello 0,4%) ed il 30 novembre.
Infine, per gli imprenditori artigiani e commercianti, cambia il principio per il computo del reddito che dal principio di cassa (ovvero la tassazione in base agli incassi e pagamenti dell’anno) passa a quello di competenza (per cui i redditi sono calcolati a seconda dei lavori eseguiti nell’anno). Questo cambiamento non conta per i professionisti, che continuano a calcolare il reddito sul principio incassi/pagamenti.